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Domenica, 26 Maggio 2019

DROGHE E ALCOL TRA I GIOVANI, SI ABBASSA L'ETÀ DEL PRIMO APPROCCIO

Scritto da  Giuseppe Manzo Ago 06, 2015

Cresce il consumo di alcol tra i giovani e si sperimentano nuovi tipi di droghe, più economiche ma più pericolose. Dal nord al sud, l'abuso di queste sostanze è trasversale. L'opinione di chi lavora nella riabilitazione e nella prevenzione. 

 

Dalla morte per overdose di ecstasy del sedicenne nel Cocoricò alla ragazza di Napoli, anch'essa sedicenne, che a venti giorni dall'assunzione di Amnèsia, nuovo tipo di cocktail chimico, deve ancora riacquisire tutte le capacità motorie.

Le ultime settimane hanno visto tra le principali notizie di cronaca, fatti riguardanti l'uso e l'abuso di sostanze stupefacenti da parte dei giovani. Un fenomeno, questo, di certo non nuovo, ma che dimostra di non conoscere arretramento e, anzi, di spingersi sempre verso nuove frontiere, ogni volta più pericolose.

Amnèsia, ad esempio, è un nuovo tipo di droga i cui effetti sono già stati sperimentati a Napoli, e il cui traffico è gestito dalla camorra. Si tratta di marijuana allungata con derivati dell'oppio, eroina e altre sostanze come l'acido delle batterie delle auto; dopo averla assunta, si rischia di perdere temporaneamente la memoria, la lucidità e anche le capacità motorie. Ma il prezzo è abbordabile, per questo si sta diffondendo tra i giovani.

Non solo la droga, comunque, anche il consumo di alcol è in aumento tra i giovani, come ha spiegato Ciro Bianco, direttore dell'associazione Il Pioppo, che gestisce a Somma Vesuviana una comunità terapeutica. In un'intervista a Napolicittàsolidale.it, Bianco ha raccontato come siano cambiati, negli ultimi quindici anni, i bisogni, le esigenze ma soprattutto le persone che si rivolgonoalla sua comunità.

In particolare, "negli ultimi due o tre anni si è manifestata in maniera sempre più evidente una richiesta di aiuto per la dipendenza da alcol. Oggi su trenta posti residenziali in comunità, dieci sono occupati da persone con questo problema".

Nella maggior parte dei casi si tratta di uomini o donne che hanno diverse dipendenze, costringendo così la comunità stessa a mettere in discussione i propri modelli di approccio, che sono quelli utilizzati negli anni '70 e '80, quando la droga più utilizzata era l'eroina. Oggi servono invece "risposte diversificate e specifiche a seconda del problema e della persona che si ha di fronte".

Per ridurre il consumo di droghe e alcol tra i giovani, ha detto Bianco, "bisognerebbe pensare a nuove politiche giovanili, aldilà della classica prevenzione, e non basta neppure la repressione. Il fenomeno è di tipo consumistico, perfettamente in linea con i modelli di consumo legati alla nostra società. È un discorso molto più complesso, quindi, che non può essere affrontato solo con i controlli o a livello terapeutico: è una questione di stili di consumo, in senso più ampio".

L'allarme di un consumo crescente di alcol e droghe tra i giovani non viene solo dalla Campania o dal sud, ma interessa l'Italia in generale. In base alle informazioni fornite a Redattore Sociale da Maria Cristina Zambon, responsabile dell'unità intermedia Salute e città sane dell'area benessere di comunità del Comune di Bologna, il primo approccio dei giovani bolognesi all'alcol arriva sempre prima, tra i 12 e i 13 anni. Cannabis, cocaina, ecstasy e anfetamine sono le sostanze più abusate dopo l'alcol soprattutto dai ragazzi tra i 18 e i 24 anni, ma spesso capita che si scenda anche a 16.

"Negli ultimi due anni abbiamo registrato una crescita esponenziale dell'abuso di superalcolici e birre, oltre che di energy drink, bevanda che viene assunta senza cognizione da buona parte dei ragazzi intercettati", ha detto Zambon. Inoltre "non c'è differenza tra maschi e femmine o tra italiani e stranieri, Erasmus inclusi: questi dati sono trasversali".

L'unità intermedia gestita da Zambon ha iniziato a operare nel 2010, principalmente in due ambienti: le scuole e il locali notturni, per fare prevenzione in un bacino di utenza che va dai 12 ai 30 anni.

"Soprattutto d'estate, soprattutto dove si organizzano grandi eventi che richiamano migliaia di giovani, è necessario un grande sforzo da parte di tutti", ha concluso Zambon facendo riferimento alla vicenda del Cocoricò. "Purtroppo sono pochissimi i locali che chiamano un'ambulanza a stazionare fuori nel caso di serate particolarmente importanti. È proprio in quei casi che c'è più bisogno di avere un'équipe interna adeguata al numero dei partecipanti, un'idonea distribuzione di acqua, una valida collaborazione con la security. Gli interventi non si improvvisano: vanno strutturati in anticipo".

 

 Giovanna Carnevale

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

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