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Mercoledì, 21 Agosto 2019

A NAPOLI L'AGORÀ DEI MOVIMENTI PER L'AMBIENTE

Scritto da  Giuseppe Manzo Mar 01, 2016

Tre giornate di approfondimento e formazione sui temi dell'ambiente, dei territori e dell'autogoverno. Un luogo di ascolto e presa di parola per organizzare collettivamente una risposta alle sfide ecologiche e sociali di oggi. 

 

Dal 4 al 6 marzo, presso le sale del Maschio Angioino a Napoli, si svolgerà l'Agorà dei movimenti in difesa dei territori e per la giustizia ambientale. Tre giornate organizzate in quattro plenarie e quattro tavoli di lavoro alle quali sono invitati a partecipare tutti i comitati, gli attivisti, i ricercatori e i movimenti impegnati nelle lotte contro la devastazione dei territori, contro l'espropriazione delle risorse comuni e per l'autodeterminazione delle comunità.

L'iniziativa, promossa dall' European network for political ecology, la Lund University, il Centro di documentazione sui conflitti ambientali e l'associazione A Sud, vuole essere un momento di approfondimento e formazione durante il quale costruire una rete tra le varie esperienze di lotta quotidiana per l'ambiente. Quattro gli assi tematici lungo i quali si svilupperò la discussione: ambiente, salute e lavoro; bonifica dei territori e riconversione del modello produttivo; strumenti legali e giustizia ambientale; municipalismo e autogoverno.

"Vorremmo che l'Agorà fosse attraversata da gruppi e soggetti diversi che abbiano in comune esperienze di organizzazione, azione e ricerca su e dentro i conflitti ambientali", si legge nel comunicato di A Sud, "e che vogliano riflettere insieme su idee, esperienze e strumenti per costruire collettivamente una cassetta degli attrezzi accordata alle sfide sociali ed ecologiche del tempo presente".

L'obiettivo è quello di costruire un luogo di ascolto e presa di parola che dia la possibilità di "intrecciare la consapevolezza radicata nella lotta quotidiana degli attivisti e delle attiviste ai lavori di approfondimento teorico di esperti nazionali e internazionali, e agli studi di giovani ricercatori e ricercatrici".

"Abbiamo scelto Napoli perché ci pare uno dei luoghi più significativi per un'iniziativa di questo genere. Napoli è una metropoli che si è trovata negli anni ad essere oggetto di una molteplicità di attacchi volti alla devastazione ambientale e sociale, ma anche un luogo che ha prodotto una immensa quantità di resistenze diffuse, saperi popolari, proposte di coalizioni tra comitati di base. L'esperienza campana di resistenza al Biocidio è infatti uno dei fronti più avanzati della lotta per salute, ambiente e autodeterminazione, in cui le comunità hanno dato letture indipendenti dei fenomeni di inquinamento e delle connessioni con il sistema economico e politico più generale, producendo pratiche di riappropriazione dal basso e riverberi di rinnovamento sociale in molti ambiti della vita collettiva".

 

 

Redazione

@nelpaeseit

L'ultima modifica Venerdì, 23 Giugno 2017 09:55
Giuseppe Manzo

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