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Domenica, 20 Settembre 2020

OMS: NEL MONDO INQUINAMENTO UCCIDE 12,6 MILIONI DI PERSONE ALL'ANNO

Scritto da  Giuseppe Manzo Mar 15, 2016

Presentato il nuovo rapporto. Più a rischio bambini e anziani. In Europa l'esposizione ad un ambiente inquinato costa la vita a 1,4 milioni di persone all'anno. Bustreo, Oms: "Urgente investire nella riduzione dei fattori di rischio ambientali nelle nostre città, nelle nostre case e nei luoghi di lavoro".

 

A dieci anni di distanza dalla prima edizione, l'Organizzazione Mondiale della Sanità presenta un nuovo rapporto globale sull'impatto dell'inquinamento ambientale sulla salute. In sintesi, si stima che nel mondo 12.6 milioni di morti siano attribuibili all'inquinamento ambientale. Secondo il nuovo rapporto dell'Oms, 1 morte su 4 a livello mondiale è determinata da fattori di rischio ambientale legati al luogo in cui si vive o si lavora. In Europa, nel 2012, l'esposizione a fattori di rischio ambientale è costata la vita a 1,4 milioni di persone. Secondo il rapporto "Preventing disease through healthy environments: a global assessment of the burden of disease from environmental risks", presentato oggi dall'Oms, i fattori di rischio ambientale come l'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo, le esposizioni chimiche, i cambiamenti climatici e le radiazioni ultraviolette, contribuiscono all'insorgenza di più di 100 malattie e danni alla salute.

Un ambiente sano è la chiave per una popolazione sana. "Un ambiente sano è alla base di una popolazione sana - afferma Flavia Bustreo, vicedirettore generale dell'Oms per la Salute della famiglia, delle donne e dei bambini -. Se i Paesi non intraprendono al più presto azioni volte a ridurre l'inquinamento e migliorare le condizioni dell'ambiente in cui si vive e si lavora, in milioni continueranno ad ammalarsi e a morire prematuramente".

Il nuovo rapporto Oms delinea azioni concrete che i Paesi possono mettere in atto per invertire la tendenza al rialzo registrata in termini di malattie e morti legate all'inquinamento ambientale. Fra le principali azioni si cita ad esempio la riduzione dell'uso di combustibili solidi per cucinare o l'utilizzo di tecnologie energetiche a bassa emissione di carbonio. "È necessario agire in fretta ed investire in strategie efficaci per ridurre i rischi ambientali nelle nostre città, case e luoghi di lavoro - continua Flavia Bustreo -. Investimenti mirati possono aiutare a ridurre a livello globale e in modo significativo il crescente numero di malattie cardiovascolari e respiratorie, così come anche di tumori, ed al tempo stesso a ridurre i costi del sistema sanitario".

Chi rischia di più

Nel rapporto emerge che i più esposti ai fattori di rischi ambientali sono i bambini al di sotto dei cinque anni e gli adulti di età compresa fra i 50 e i 75 anni. Ogni anno 1,7 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni e 4,9 milioni di adulti di età compresa tra i 50 ei 75 perdono la vita per cause che potrebbero essere evitate grazie ad una migliore gestione dell'ambiente. Sono infatti i bambini ad essere maggiormente colpiti da infezioni delle basse vie respiratorie e dalle malattie diarroiche, mentre le persone anziane sono le più esposte a malattie non trasmissibili.

Geografia e cause

Analizzando le diverse regioni del mondo, il rapporto dell'Oms rileva che nel 2012 i paesi a basso e medio reddito del Sud-Est asiatico e le regioni del Pacifico Occidentale hanno registrato il numero più alto di morti legate all'inquinamento ambientale, con un totale di 7,3 milioni di decessi, la maggior parte dei quali legati all'inquinamento dell'aria. Nello specifico: 2,2 milioni di morti ogni anno in Africa; 847 mila decessi all'anno nella Regione delle Americhe; 854 mila decessi ogni anno nella Regione Mediterranea dell'Est; 1,4 milioni di morti ogni anno in Europa; 3,8 milioni di morti ogni anno nella Regione del Sud-est asiatico; 3,5 milioni di morti ogni anno nella Regione del Pacifico Occidentale.

Osservando oltre 100 categorie di malattie e di danni alla salute, dal rapporto dell'Oms emerge che la stragrande maggioranza dei decessi correlati ai rischi ambientali sono dovuti a malattie cardiovascolari, come ictus e cardiopatie ischemiche. Anche qui, nello specifico: Ictus - 2,5 milioni di morti ogni anno; Cardiopatie ischemiche - 2,3 milioni di morti ogni anno; Lesioni involontarie (ad esempio morti per incidenti stradali) - 1,7 milioni di morti ogni anno; Tumori - 1,7 milioni di morti ogni anno; Malattie respiratorie croniche - 1,4 milioni di morti ogni anno; Malattie diarroiche - 846 mila decessi all'anno; Infezioni delle vie respiratorie - 567 mila decessi all'anno; Condizioni neonatali - 270 mila decessi all'anno; Malaria - 259 mila decessi all'anno;Lesioni volontarie (ad esempio suicidi) - 246 mila decessi all'anno.

Quale prevenzione

Il nuovo rapporto dell'Oms indica anche le strategie per migliorare l'ambiente e per prevenire le malattie legate all'inquinamento ambientale. L'utilizzo per esempio di tecnologie e combustibili puliti per le attività di tipo domestico come cucinare, o per il riscaldamento e l'illuminazione delle case, permetterebbe di ridurre le infezioni respiratorie acute, le malattie respiratorie croniche, le malattie cardiovascolari e le ustioni. Aumentare l'accesso all'acqua potabile e a servizi igienici adeguati o la promozione di semplici azioni, quali ad esempio lavarsi le mani regolarmente, ridurrebbe ulteriormente l'incidenza delle malattie diarroiche.

Anche la legislazione ha un ruolo chiave. "Ad esempio la legislazione contro il fumo – precisa l'Oms - riduce l'esposizione al fumo passivo di tabacco comportando una diminuzione in termini di malattie cardiovascolari e di infezioni respiratorie. Il miglioramento della circolazione urbana e una buona pianificazione dell'assetto urbano abbinati alla costruzione di abitazioni dotate di un efficiente sistema energetico, ridurrebbe le malattie connesse all'inquinamento dell'aria e, allo stesso tempo, servirebbe a promuovere l'attività fisica".

Ci sono poi da aggiungere i siti industriali o territori su cui insistono impianti inquinanti (centrali, inceneritori, discariche e altri impianti). Anche da questo aspetto deve partire una sana prevenzione.

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

Giuseppe Manzo

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