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Domenica, 20 Settembre 2020

EPATITE C, LE ASSOCIAZIONI A RENZI: "GARANTIRE FARMACI SALVAVITA A TUTTI I MALATI"

Scritto da  Giuseppe Manzo Mag 17, 2016

Oltre centomila malati di Epatite C non possono accedere a farmaci salvavita perché per legge il rimborso spetta solo ai pazienti in condizioni gravissime. Contro lo smantellamento dell'universalismo sanitario, le associazioni che rappresentano migliaia di pazienti hanno chiesto al governo  di garantire nuovi fondi. 

 

Di seguito la lettera delle associazioni AITF, ANED, ARRAN, EPAC, LILA, NADIR, PLUS, e delle Federazioni FEDEMO, LIVER POOL, THALASSEMIA, forum TRAPIANTATI.

"Gentile Presidente del Consiglio,
in nome e per conto di migliaia di pazienti affetti da Epatite C, con la presente vogliamo esprimere profonda preoccupazione per la grave situazione in cui versano almeno 100mila pazienti che tuttora non posso accedere ai nuovi e potenti farmaci salva vita che curano l'epatite C nel 95-100% dei casi.

Il primo dei farmaci innovativi in oggetto è stato autorizzato nel Dicembre 2014, ma reso rimborsabile solo ed esclusivamente per i pazienti con malattia grave o gravissima, attraverso limitazioni di accesso decise dall'Agenzia del Farmaco.

Tali limitazioni furono elaborate sulla scorta di un presunto impatto economico devastante, calcolato sul costo medio per terapia, ma soprattutto su un numero di pazienti da curare ancora indefinito".

"Vogliamo sottolineare", continua la lettera, "che altri Paesi al mondo hanno già deciso di non porre alcun limite di accesso alle cure per l'epatite C, come l'Australia, il Portogallo, Olanda, Croazia ed altri Paesi.

Le limitazioni di accesso stanno generando una serie di storture e anomalie incredibili a cui stiamo assistendo da diversi mesi.

Parliamo del fenomeno del turismo farmaceutico, ovvero cittadini italiani che si recano nelle farmacie di Paesi come India, Marocco, Egitto per acquistare di tasca propria la formula generica di tali farmaci, disponibili per qualche migliaio di euro e altrettanto efficaci.

Nei fatti, per quello che ci riguarda siamo in presenza della fine dell'universalismo sanitario, da più parti sbandierato, poiché lo Stato non è più in grado di garantire l'assistenza farmaceutica necessaria a un esercito di pazienti.

Eppure, Signor Primo Ministro,
ci viene detto che per curarci dobbiamo attendere che la malattia si aggravi, nonostante la letteratura scientifica e ogni elementare assunto sulla prevenzione, affermi chiaramente che le malattie infettive trasmissibili e cronico degenerative debbano essere bloccate e curate il prima possibile; ma, soprattutto, ci viene detto che non ci sono le risorse per curare tutti.
Tuttavia nessuno sa quanti sono questi <tutti>. Vogliamo e pretendiamo che questa follia cessi".

 

Redazione

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

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