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Giovedì, 21 Marzo 2019

CARCINOMA AL SENO: UNA SPERANZA DALLO STUDIO DEL TEAM CON ANTONIO GIORDANO In primo piano

Scritto da  Redazione Dic 20, 2018

I pazienti con carcinoma mammario metastatico, con HER2 negativo e con recettori ormonali positivi (HR+), hanno avuto una migliore sopravvivenza se trattati con la combinazione di terapia endocrina e il palbociclib, un nuovo inibitore di CDK.

I risultati di un recente studio, pubblicato su Journal of Cell Physiology, suggeriscono che il palbociclib, in combinazione con letrozolo, un inibitore dell'aromatasi o in associazione con fulvestrant, un regolatore selettivo del recettore degli estrogeni, migliora la cosiddetta sopravvivenza libera da progressione nelle donne con carcinoma mammario metatastatico con HR+ HER2- di ben 10 mesi rispetto alla sola terapia endocrina.

Lo studio, dal titolo: “Palbociclib plus endocrine therapy in HER2 negative, hormonal receptor positive, advanced breast cancer. A real-world experience,” è stato condotto da un team multidisciplinare italo-americano con una lunga e proficua storia di collaborazione con il Prof. Antonio Giordano, MD, Ph. D., Direttore dello Sbarro Institute for Cancer Research, Sbarro Health Organizzazione di ricerca, Temple University e docente ordinario Dipartimento biotecnologia medica Università di Siena.

"Il palbociclib è il primo di una nuova classe di farmaci che agisce inibendo due proteine ​​ cruciali di divisione cellulare chiamate CDK4 e CDK6", spiega la dott.ssa Patrizia Vici, oncologa, presso la Divisione di Oncologia Medica 2, Istituto Nazionale Tumori IRCCS Regina Elena di Roma.

Nello studio, i ricercatori si sono concentrati sull'uso del palbociclib nella pratica clinica, al fine di raccogliere i dati sull'efficacia e sulla tossicità del nuovo farmaco a sostegno di prove dimostrate da studi clinici.

"In questo studio, abbiamo cercato prove confermative dal mondo reale riguardante l'uso del palbociclib nel carcinoma mammario metatastatico HR+ HER2- ", afferma la dott.ssa Maddalena Barba, ricercatrice presso l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Regina Elena di Roma. "I risultati degli studi clinici non sempre ci dicono tutto quello che dobbiamo conoscere nella pratica clinica, perché i pazienti con carcinoma mammario metastatico sono spesso fortemente pre-trattati e possono presentare comorbidità correlate."

"Se considerate globalmente, queste caratteristiche possono essere associate più spesso a esiti meno favorevoli", afferma Barba. "Nel complesso, le prove emerse da questa coorte di pazienti italiani con carcinoma al seno metastatico HR+ HER2-, la più grande mai trattata con il palbociclib nella pratica clinica fino ad oggi, confermano i dati di efficacia e tossicità degli studi clinici", spiega Giordano, scienziato senior e consulente scientifico per l'intero progetto.

"Inoltre, alcuni risultati interessanti sono emersi dalle analisi dei sottogruppi che mostrano esiti meno favorevoli nelle donne pre-trattate con l'agente chemioterapico everolimus", dice Giordano. "Questa è una prima scoperta, che suggerisce la necessità di una conferma e un'ulteriore indagine sui meccanismi alla base della malattia in uno studio futuro."

 

 

L'ultima modifica Giovedì, 20 Dicembre 2018 11:46
Redazione

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