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Giovedì, 21 Marzo 2019

SALUTE MENTALE: CONTINUA IL "MODELLO" VISITING PER OPERATORI, UTENTI E FAMIGLIE In primo piano

Scritto da  Redazione Gen 02, 2019

Si è tenuto a Matera il Forum conclusivo delle terne che ha visto protagoniste le esperienze di residenzialità psichiatriche della Basilicata (Matera, Miglionico, Pomarico, Grassano, Tricarico) rispettivamente gestite dalle cooperative sociali Progetto Popolare, Vita alternativa, Caris, La Mimosa, Dimensione Uomo, del Friuli (Pordenone) gestita dalla cooperativa Itaca, del Piemonte (Chivasso) gestita dalla cooperativa Animazione Valdocco, della Sardegna (Assemini) gestita dalla cooperativa C.T.R.

Un legame storico quello che accomuna i cooperatori della salute mentale, impegnati da quarant’anni nella promozione di una salute mentale territoriale attraverso interventi residenziali, semiresidenziali e di domiciliarità rivolti a soggetti con sofferenza psichica e che rappresentano, nei rispettivi territori e non solo, un punto di riferimento per l’attuazione di risposte innovative ai bisogni della persona e che, oggi più di ieri, avvertono il bisogno far fronte all’involuzione delle politiche per la salute mentale, sempre più a favore di percorsi di cura sanitarizzanti, per una salute mentale di Comunità rilanciando modelli di cura basati sulla centralità dell’utente, delle famiglie e della comunità.

Il progetto Visiting DTC rappresenta, in tal senso, un sistema coerente con queste logiche poiché pone enfasi al dialogo tra pari come strumento per il cambiamento, creando una rete fra le diverse comunità e promuovendo lo scambio circolare di buone pratiche, procedure ed esperienze. Il Progetto Visiting DTC è un programma di accreditamento scientifico professionale che si rivolge agli aspetti metodologici della qualità dei Servizi Residenziali e Abitativi di Salute Mentale in cui l’elemento innovativo è caratterizzato dalla centralità dell’utente. L’utente diviene il protagonista del percorso, chiamato a confrontarsi e a cooperare con gli operatori della salute mentale e i familiari allo scopo di evidenziare le buone pratiche adottate e superare i limiti dell’agire quotidiano. Il punto di vista e il vissuto soggettivo di utenti, operatori e familiari si mescola, nel progetto, in un processo di formazione e confronto continuo, finalizzato ad incrementare e migliorare la qualità del servizio.

Il progetto Visiting DTC nasce in Inghilterra nei primi anni del 2000 ed è stato formalmente introdotto in Italia nel 2010 con l’obiettivo di permettere alle Comunità Terapeutiche di acquisire consapevolezza sui propri punti di forza e debolezza e intervenire sulle criticità attraverso il confronto con le altre comunità partecipanti. Tale coinvolgimento mira non solo a creare una rete tra le diverse realtà presenti sul territorio, fondamentale per prevenire l’isolamento, ma anche alla individuazione e definizione di standard di qualità verso i quali tendere. Lo scambio circolare di buone pratiche permette, infatti, alle comunità meno evolute di acquisire procedure e fare proprie esperienze innovative, efficaci ed efficienti nell’ambito dei sistemi di cura orientati alla promozione della salute mentale. Il programma si compone di n.3 cicli annuali di Visiting e n.1 di Audit conclusivo.

Ogni ciclo annuale si realizza attraverso diverse fasi che prevedono la costituzione di un gruppo di lavoro con tre comunità, la compilazione di questionari sulla rilevazione del grado di soddisfazione del servizio da parte di operatori, utenti e familiari, sottoposti a valutazione psicometrica dal Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche e della Formazione dell’università di Palermo, tre giornate di visita in cui vi è lo scambio esperienziale tra le comunità e un Forum conclusivo in cui ogni realtà viene informata delle aree in cui sono stati rilevati punti di forza e debolezza. Su questa base vengono individuate le buone pratiche che le Comunità possono confermare ovvero implementare nell’ottica di un proficuo scambio.

 Segue il Forum annuale nel corso del quale i rappresentanti di tutte le comunità, che hanno partecipato ad uno stesso programma di Accreditamento, socializzano l’esperienza vissuta ponendo le basi per riflettere sulle problematicità e sui fattori comuni della metodologia comunitaria in Italia. Nel corso del Forum di Matera i cooperatori hanno evidenziato il processo di crescita che ha caratterizzato l’esperienza delle cooperative sociali al terzo anno di progetto, la trasformazione e il miglioramento del servizio non solo relativamente all’ applicazione di buone pratiche ma anche in rapporto alla capacità di osservarsi.

Riflessioni che trovano piena applicabilità attraverso la restituzione scientifica di indicatori che evidenziano il processo maturativo del gruppo di lavoro e il miglioramento in termini di efficacia del funzionamento delle comunità e che rimandano a pratiche di coinvolgimento, sostegno e partecipazione attiva degli utenti alla vita comunitaria e alla capacità di organizzare attività interne ed esterne per promuovere inclusione e facilitare i rapporti con le figure significative nella consapevolezza che il dopo di noi richiede il rafforzamento della rete familiare, sociale e territoriale in quanto solo attraverso un lavoro di questo tipo è possibile sperare che gli utenti possano uscire dal circuito psichiatrico e vivere pienamente la loro vita.

Molti gli interventi di operatori, utenti e Presidenti delle cooperative sociali che hanno evidenziato quanto importante sia, per la promozione della salute mentale, non restare ancorati ai propri servizi, collaudati e funzionanti, ma mettersi in gioco continuamente, interrogarsi e aprirsi ai diversi orizzonti della salute mentale, poiché una comunità al suo interno funziona se è in grado di creare 

reti con le agenzie presenti sul territorio uscendo da logiche di autoreferenzialità. Si può lavorare per promuovere la recovery ma, senza il coinvolgimento del territorio, il paziente non riuscirà mai a raggiungere la guarigione. Fondamentale la partecipazione degli utenti, i quali attraverso la loro voce, hanno evidenziato il processo di cambiamento che il progetto Visiting ha posto in essere portandoli a riconoscersi come protagonisti del vivere comunitario. “Fino a prima della partecipazione al progetto si viveva, infatti, una certa marginalità, un certo timore ad esprimere le proprie considerazioni e il proprio pensiero sulle modalità di gestione della casa e del funzionamento complessivo della Comunità”.

Per quanto la centralità dell’utente è sempre stata una pietra miliare della filosofia che accompagna l’operato degli operatori delle cooperative sociali, verosimilmente è mancato un effettivo coerente e agito riconoscimento della sua centralità. Oggi, grazie al percorso intrapreso, gli utenti partecipano attivamente, elaborano proposte, muovono critiche contribuendo alla costruzione di nuove regole. Un processo, questo, che modifica le logiche del fare residenzialità di comunità poiché supera l’approccio verticale alla cura introducendo una dimensione orizzontale in cui l’utente, accanto agli operatori, aggiunge valore alle attività svolte e mette al servizio il proprio sapere.

Samantha Fusiello - coop sociale Progetto Popolare

L'ultima modifica Lunedì, 07 Gennaio 2019 13:23
Redazione

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