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Lunedì, 16 Settembre 2019

ECCO VOLLEY NAPOLI RAINBOW: PALLAVOLO E INTEGRAZIONE FORMATO ARCOBALENO In primo piano

Scritto da  Redazione Mar 26, 2019

Valentino e Kevin sono due giovani richiedenti protezione internazionale che si sono rivolti al Rainbow Center Napoli dove trovano molte attività laboratoriali di integrazione e di sostegno. Loro seguono con molte altre persone, i laboratori d’integrazione linguistica, di canto corale ( corAcor- Napoli Rainbow Choir), il Cineforum di #omovies at home e imparano a cucinare al centro diurno dell’associazione i Ken che si chiama “Questa casa non è un Albergo”, servizio diurno e centro anti violenza del Rainbow Center Napoli che si svolge in un bene confiscato alla criminalità ed affidato dal Comune di Napoli alla ONLUS napoletana che veste i colori delle differenze Rainbow.

“Valentino ci ha proposto di avviare un percorso sportivo – dichiara il presidente Carlo Cremona che è anche coordinatore del progetto Rainbow – ed è subito stato sostenuto dall’associazione che, sentita la grande partecipazione all’idea di formare una squadra non professionistica, si è mobilitata sia con esperti del settore sia incontrando l’assessore del Comune di Napoli Ciro Borriello (delega allo sport)”.

Grazie ai preziosi consigli della campionessa di volley Federica Nina, Valentino ha trovato in Kevin un valido alleato ed hanno cominciato a inondare il web della loro ambizione che è stata accolta da una moltitudine di persone assai differenti tra loro.

E’ cosi che domenica 24 Marzo 2019 al Rainbow Center Napoli , c’è stata la prima riunione del gruppo web ed è nata la squadra “Volley Napoli Rainbow”. La squadra ha le caratteristiche di una formazione internazionale, infatti ne fanno già parte ad oggi 3 richiedenti di protezione internazionale ( Venezuela, Sri Lanka e Senegal) ed altre 10 persone provenienti da molti comuni della città Metropolitana di Napoli.

L’obiettivo di Valentino e Kevin è quello di arrivare entro breve ad un gruppo di più di 20 persone ( oggi raggiunto) che vogliano posare negli zaini gli smart phone e dedicarsi al collettivo, alla convivialità ed in primo luogo allo sport. “Sogniamo, quando parliamo a mensa, che Napoli possa a breve essere capitale dei tornei internazionali di squadre composte da giocatori GAY per dire che è possibile sconfiggere l’omofobia nello sport e che questa battaglia sia internazionale e vorremmo che anche questo tema possa essere degno di considerazioni alle prossime Universiadi.

Se vuoi entrare in squadra, ti aspettiamo ogni 15 giorni, di domenica, per tre ore di sport e di amicizia”.

 

 

L'ultima modifica Martedì, 26 Marzo 2019 13:27
Redazione

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